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Il buco nella mela


17 febbraio 2007

Americani

Io a Vicenza non ci sono mai andato. La storia della base me l'ha fatta vedere in TV e mi ha fatto scorpire una citta' bellissima (uno dei 100 campanili italiani che mi mancano tanto quaggiu') che voglio visitare presto.
Io al corteo non sarei andato. Non fraintendetemi, la manifestazione e' positiva e finche resta nei limiti del lecito e' una bella espressione di democrazia. Credo pero' di piu' nella rappresentanza parlamentare, nel deputato o senatore locale. Ce n'e' uno che e' contro da quelle parti? Chiedessero a lui di dare voce alla protesta.
Io all'allargamento della base sono contrario. Per una ragione fondamentale: se gli americani vogliono venire nel nostro paese, sono i benvenuti. Se vogliono mettere le loro basi militari pure, sono convinto che possano servire a salvaguardare un clima di pace. A due condizioni pero':
- che quando commettono un reato vengano puniti nel paese ove il reato e' stato commesso, e non da docili tribunali americani;
- che consentano anche ad altri paesi di impiantare basi militari nel loro territorio. Chiado la luna? Si lo so. E' per questo che sono contro l'allargamento e contro la base in se stessa. I ricordi del Cermis e del ridicolo processo in USA sono ancora vivi.

DB




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15 gennaio 2007

I have a dream...

Oggi niente lavoro a New York. Si celebra un martire che ha lottato ed e' morto per una delle cause piu' nobili che vi siano mai state: i diritti civili per le minoranze di colore negli States.
Il pastore nero e' stato assassinato nel 1968. Noi avevamo appena lasciato i pannolini e ci aggingevamo ad entrare nella arena scolastica con grembiulini, colli rigidi e fiocchi blu.
Sembra impossibile che solo meno di 40 anni fa la gente di colore dovesse ancora sedere nel retro di un autobus, non aveva il diritto di iscriversi nelle migliori universita' e accesso alle attivita' lavorative piu' "nobili".
Sembra meno impossibile se si vive un po' in questo paese. New York e' una citta' prevalentemente democratica dove l'integrazione sembra essere molto alta.
Basta pero' uscire dalla grande mela per vedere la differenza. Dove vivo io non si vede un nero o un ispanico. Se vai a Yonkers, 10 miglia a sud, non si vede un bianco. Non un grande esempio di integrazione perfettamente riuscita.
Qualche giorno fa ho visto un film molto bello, Crash, che a tra i suoi temi quello della discriminazione razziale.
Non so se ci sara' un giorno in cui di questo non parleremo piu. So pero' che c'e ancora tanta strada da fare. E' il fatto che questo giorno si celebri solo a New York e non nel resto del paese, ne e' una delle dimostrazioni.

DB




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12 gennaio 2007

Ciclostile e tazebao

Ieri, tornando a casa in treno come tutti i giorni che torno, mi sono imbattuto in una manifestazione nella stazione di Rye, il paesello in cui vivo.
Una cosa in piena regola con "americani" incazzati contro Bush per l'ennesimo invio di carne da macello in Iraq. Fatemi spiegare il contesto. Rye e' un paesello di qualche migliaio di anime. Alla stazione ci saranno state almeno 50/60 persone con tazeao che dicevano: no alla guerra, no all'invio di truppe ecc; non mancavano i famosi volantini fotocopiati che inneggiavano agli stessi temi.
Una cosa incredibile!!!
Il tutto, mi ha fatto ritornare alla memoria i vecchi tempi del ciclostile e dei manifesti affissi in piazza. Oppure quelli delle proteste "marinesi" con cartelli dello stile: il giardino non e' un cammello! Per completare il quadro mancava solo il megafono.
Certo, i nostri temi erano piu' leggeri. Qui si fa sul serio. Comunque, sono andato verso casa, non so perche', contento. Di questo flashback, ma soprattutto del fatto che anche l'America si e'svegliata e, se anche nella piccola Rye 60 persone si incazzano, significa veramente che Bush ha dietro di se Condoleeza, la Moglie e il vecchio padre. Speriamo finisca presto

DB




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5 gennaio 2007

Saluti da quaggiu'

Visto che non ve li ho ancora fatti a tutti ne approfitto: Auguri a tutti per il migliore 2007 possibile!
anche se non scrivo molto, vi seguo sempre con attenzione. La sera, quando torno a casa, appena Gaia e Sofia mi mollano un attimo vengo a vedere che cosa avete "postato" nella giornata.
Qui si e' ripreso a lavorare il 3 di Gennaio. Con il solito ritmo. Questa e' una dei milioni di cose che ci dividono da questo popolo. Hanno tradizioni non solo lontane dalle nostre, ma anche molto meno radicate e "commerciali". Natale e i festeggiamenti per il nuovo anno un paio di giorni dopo l'accaduto sembrano gia' storia di secoli fa.
Stiamo cercando di trovare dei temi di interesse, dei punti di ancoraggio. E' molto piu' difficile che in UK. Ancora una volta, molto distanti le vedute.
Basti pensare che qui la stragrande maggioranza delle cittadine si sviluppa intorno... A un centro commerciale, oppure a una main street dedicata allo shopping!
Niente a che vedere con i nostri paesini, con la chiesa e la piazza al centro, poi vicoli e vecchie pietre e vicoli e infine le mura che proteggevano il paesotto anticamente.
Niente da fare, tutto diverso. e questo fa si che si fatca a capire tutto, ad abituarsi. Verra' anche questo, ma ci vorra' molto piu' tempo che in altri luoghi a noi culturalmente piu' vicini.
Di buone c'e' che il clima e' proprio clemente. Non samo ancora mai scesi sottozero. Un record per il paese.

A presto da quaggiu'
DB




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2 dicembre 2006

Italia in Piazza

Le stime piu' ottimistiche dicono piu' di 2 milioni.
Quanti sono sono, oggi e' successa una cosa epocale. Non era mai successo che la "destra" riuscisse a portare tanta gente in piazza. Sociologicamente, questo e' rilevantissimo. Di solito si rtrovavano in quattro gatti. Se sono cosi' tanti vuol dire tante cose. Tra le quali:
- questa finanziaria e' decisamente controversa;
- se si portano centinaia di persone in piazza, la gente e' veramente incazzata;
- se si votasse domani ( apochi mesi dalle elezioni precedenti) si sa per certo chi vincerebbe;
Ultimo ma non meno importante, anche visto da sinistra quanto fatto finora dal governo ( a parte il Libano e Bersani) e desolante.
Spero che chi ci governa rifletta.
Ma non e' di questo che voglio parlarvi, bensi di senso dello stato. Tra le cose dette dal Berlusca in piazza oggi, ce n'e' una che dimostra che paese siamo. Ha detto piu' o meno: "e ora ricontiamo tutte le schede...". Ancora. A 7 mesi dalle elezioni?
Vi voglio riportare con la memoria a 6 anni fa. Stati Uniti, Florida. Sono sicuro che vi ricordate il disastro successo nel conteggio delle schede elettorali nello stato che avrebbe decretato la vittoria tra Bush e Al Gore. Giorni e giorni di confusione, con la prima democrazia al mondo che non riusciva ad eleggere il proprio presidente. Uno spettacolo desolante.
Bene. Ad un certo punto, dopo averle tentate quasi tutte, con la convinzione di chi sa di aver vinto, Al Gore e il suo partito, con un approccio che supera il senso dello stato, e va oltre, dichiaro' di riconoscere la vittoria di Bush.
Al Gore sapeva di aver vinto. Se ancora ce ne fosse stato bisogno, questo sentimento gli e' poi stato confermato, anni dopo, troppo tempo dopo, da un riconteggio dei voti finanziato da alcui dei piu' importanti quotidiani americani. In Florida Gore aveva vinto con un vantaggio di 500.000 voti, non bruscolini.
Bene, per evitare che la prima democrazia al mondo rischiasse la guerra civile, Al Gore ed il suo partito, ad un certo punto hanno detto: basta, ca suffit, stop. L'America ha bisogno di un presidente e dobbiamo accettare un risultato che non ci sembra giusto.
Berlusca straparla di ricontare schede, probabilmente sperando che i brogli che loro hanno fatto dalla loro parte, siano stati superati da quelli fatti dalla parte opposta. Sembra ovvio che non sia cosi'. Ma anche questo poco importa.
Quel che importa e' che, a 7 mesi dalle elezioni, convinti o no che le elezioni siano state regolari, con un governo in carica che ha iniziato a legiferare, il senso dello stato imporrebbe di cucirsi la bocca e di non alimentare fuochi (con argomenti per altro completamente inventati) che potrebbero fare malissimo al paese tutto.
Ma di senso dello stato nel nostro paese ce n'e' veramente poco e quindi...
Gli Stati Uniti hanno tante cose da farsi perdonare, l'ultima, solo l'ultima e piu' infamante, e' l'invasione dell'Iraq che ha portato la guerra civile nello stesso e non la pace.
Ma quando si parla di nazione, di senso delle istituzioni, di fare un passo indietro per il bene del paese, credo che il modello sia qui, non altrove. Grazie a Gore per quanto ha fatto. Non e' passato alla storia come Presidene degli Stati Uniti, ci passera' per qualcosa di piu' nobile. Grazie anche a Berlusconi, per ricordarci ogni giorno quanto piccolo e' il suo senso dello stato.

DB




permalink | inviato da il 2/12/2006 alle 19:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


26 novembre 2006

Sondaggi

In USA cominciano ad apparire sondaggi sulle presidenziali del 2008. Ad oggi, le chance che rimangano tutti tali sono poche, i candidati piu' accredidati sono: Hilary Clinton e Barack Obama (di colore) per i democratici; Rudy Giuliani, John Mc Cain e George Pataki per i repubblicani.
Ad oggi Hilary e' data in vantaggio su tutti i contendenti dell'altra parte. Giuliani sembrerebbe spuntarla su Obama ma non su Hilary.
C'e un elemento che fa, per me, di questi sondaggi, dei dati poco attendibili. Oggi, nel paese tutto, c'e' un forte sentimento anti Bush. Molti di quelli che lo avevano sostenuto nelle seconde elezioni, si sono resi conto del casino nel quale lo junior ha ficcato il paese in Iraq. Un pantano sempre piu' inestricabile.
Questo pesa molto sulle opinioni dei sondaggiati.
Secondo me, se tra poco piu' di due anni a contendersi lo scettro saranno Rudy e Hilary, le chance per il repubblicano, per quanto questo possa sembrare strano, sono altissime.
Giuliani ha fatto cosa grandissime per NY e ha uno spessore morale granitico. Hilary come politico deve farsi ancra conoscere. E' ancora la moglie di Bill. In piu' e' donna. Al sud raccoglierebbe ben poco 
Se saranno loro ad arrivae fino in fondo e' troppo presto per dirlo. Ma se saranno loro, ci potrebbe essere il terzo mandato consecutivo per i repubblicani. Io stesso, ve lo dico francamente, tra i due, oggi preferirei Giuliani. Piu' solido e meno mediatico. Piu' concreto. Un politico che non ha colore. E' solo bravo e fa spesso le cose giuste.
Vedremo, per ora e' ancora troppo presto per dire qualsiasi cosa.

DB




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21 novembre 2006

Grazie per quello che ci avete dato?

Tra 2 giorni e' thanks-giving. Ci accingiamo a cuocere il nostro primo pollo (la regola vuole il tacchino ma, un tacchino di 6/7 chili poi chi se lo mangia?) e a ringraziare i pilgrims che all'inizio del 1600 crearono la prima colonia di quelli che sarebbero poi diventati gli Stati Uniti.
Qui e' gia' Natale, tutto addobbato e via al business.
A quelli che bruciano le bandiere in piazza che dire??? Che preferisco quelli che fanno a botte per la playstation 3? Sarebbe troppo. Concordo con l'interista che si tratta di due differenti tipi di idiozie. Associarle pero', mi sembra esagerato. Dopotutto quelli della PS3 si fanno male da soli, quelli delle bandiere, il male, lo vogliono fare ad altri. Non e' proprio la stessa cosa.
Qui comincia a far freddo. Razzo, fa gia' 4/5 gradi. Mi hanno detto che il generale (inverno) qui picchia di brutto. Ci sono giorni in cui non si puo' andare al lavoro perche' c'e' troppa neve. Va be, vale a dire che rimango a casa a giocare con la Playstation...

DB

P.S. la maggioranza perde pezzetti. Primi segni dello sfacelo? A cattivik, ma va va.




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1 novembre 2006

HALLOWEEN

Abbiamo vissuto la prima notte (per noi meglio dire sera) di Halloween nel paese natale della festa pagana. Il termine Halloween e' una contrazione di: All-hallow-even, che si potrebbe tradurre con il pomeriggio di tutti i santi (poiche' il pomeriggio del 31 Ottobre e' quello che precede il giorno di tutti i santi).
Ci siamo fatta la classica paseggiata porta a porta con Gaia che si e' divertita moltissimo a suonare ad ogni porta per pronunciare la canonica frase "dolcetto o scherzetto".
E' incredibile, non c'e' una porta che non si apra e non c'e' nessuno che non abbia dolcetti pronti per deliziare i mille bambini in giro.
e' stato un modo come un altro per conoscere i vicini e, per scoprire un altro lato degli americani (questo si molto conosciuto). Quello che li vede trasformare cose che ha volte hanno radici storiche, a volte no, in un evento di pro business.
Non so qual'e' il budget speso per Halloween, ma vi posso assicurare che, ogni singola porta e' addobbata con sfarzo di scheletri sorridenti, zucche, ragnatele eccetera.
A New York poi c'e' una parata che parte da Chelsea e attraversa tutta Manhattan.
Tutto uesto con spese faraoniche per addobbi e costumi. Poi, se chiedi in giro cosa significhi la festa, non c'e' nessuno che te lo sappia spiegare e devi ricorrere a Wilkipedia...
Insomma, un altro lato degli Yankees, molto buiness e poca storia.


DB 




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19 ottobre 2006

Giusto per dare anche un colpo alla botte

Credo sia il caso di inaugurare la rubrichetta tanto richiesta da Delio.
I recenti rigurgiti di antiamericanismo di Marco mi preoccupano. Sono un po' fuori dalle news in tempo reale ma anche un po' dentro il paese reale (quello a stelle e strisce).
Qui tra pochissimo ci saranno le elezioni di mid-term. si preannuncia una debacle per i repubblicani. Se associamo questo ai toni del presidente texano, forse si relativizza anche un po' quello che dice ultimamente. In sostanza e' in atto una rincorsa nella quale, occorre dire cose grosse. Occorre dire che si abolisce l'ICI sulla prima casa... Giusto per fare un paragone nostrano.
Vista dal di dentro, l'america appare molto diversa da quella letta dai giornali d'oltreoceano, dove a far notizia sono solo il presidente e i soldati quotidianamente morti in Medio oriente.
Si scopre, per esempio, un'america fatta di cittadini che si occupano di colmare il vuoto statale nel welfare. Cittadini che in ogni luogo di lavoro, dedicano tempo e soldi ad organizzare iniziative a favore dei meno abbienti.
Si scoprono moltissimi cittadini americani che esprimono critiche pacate e a volte feroci nei confronti del proprio presidente. E lo fanno pubblicamente. Anche nei luoghi di lavoro.
Si scoprono poi le due amerche, quella delle grandi citta' con frenesia a mille e soldi che regolano il ciclo vitale; e quella che inizia da 20 miglia da NY dove la vita scorre molto piu' lenta e assomiglia molto alla vita dei nostri paesini.
Insomma, non c andrei giu' cosi' duro. Mi sembra eccesivo prendere alla lettera quello che Bush Junior sta dicendo recentemente. Mi preoccupa il tono, perche' e' lo stesso che puo' generare, e ha generato, catastrofi dello stesso livello della guerra in Iraq.
Considero l'11 settembre una delle pagine piu' nere della storia universale. Superata dall'Olocausto, dalle due recenti guerre mondiali e da pochi altri accadimenti della storia contemporanea.
Il sentimento che lo ha generato fonda le radici nel diffuso antiamericanismo che e' tutto contro e non salva nulla. Ma che poi e' fatto di opinioni basate solo su quello che fanno quelli che sono in prima pagina.
Come se, per fare un altro paragone ad effetto, gli americani giudicassero gli italiani avendo come modello Berlsuconi. Fa accapponare la pelle l'esempio, o no?
E allora, bando ai pericolosi rigurgiti antiamericani che portano a bruciare le bandiere in piazza. e spazio alla seria critica dai toni pacati e non urlati.
Sono contro la guerra in Iraq e considero Bush politicamente responsabile del dramma che si sta svolgendo in medio oriente. Spero che la maggioranza degli americani la pensi come me. Non me la sento di criminalizzare un intero paese per le scelte (per me sbagliate) del suo presidente.
Cosi' come continuo a considerare l'Italia il piu' bel paese al mondo, malgrado abbia avuto come presidente un personaggio come Berlusconi. Anche quando c'era lui, non mi sono mai augurato che un aereo si schiantasse sul duomo di Milano.

DB




permalink | inviato da il 19/10/2006 alle 12:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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